Un’Italia che torna ad emozionarci!

Dopo la vittoria con la Turchia è cresciuto un graduale e poi sempre più forte entusiasmo.
Presi dall’emozione non abbiamo esitato a paragonare questo gruppo a quello delle “Notti Magiche” o a quello del 2006, nell’anno in cui ci consacrammo, per la quarta volta nella storia, campioni del mondo.
Ieri, però, contro la Svizzera dovevamo iniziare realmente a capire chi fossimo. Servivano nuove certezze, nuovi stimoli per continuare il nostro cammino perché siamo all’inizio della corsa e non al traguardo.
Uno stadio finalmente con la sua cornice un po’ mista, un po’ azzurra e un po’ rossa. Uno stadio colmo di tifosi pronti a divertirsi e cantare. E poi brividi lungo la schiena all’inno. La ferocia, la grinta e la voglia di vincere nell’urlo liberatorio prima del fischio di inizio.
Un match combattuto alle prime battute, una Svizzera che tenta di fare la partita mentre noi iniziamo a prendere le misure.
Al 19esimo la mette in porta Giorgio Chiellini prima che il gol venga annullato per fallo di mano e che, quindi, il VAR smorzasse un indimenticabile esultanza. Proprio il nostro capitano che, dopo neanche 5 minuti, è costretto a uscire dal campo consegnando la fascia al suo compagno di mille avventure, Leonardo Bonucci, con la speranza che sia solamente un brutto spavento: dalla gioia al dolore.
Questa notte però è nel segno di una stella che, probabilmente, senza il posticipo degli Europei al 2021 neanche vi avrebbe preso parte. È Manuel Locatelli a regalarci due perle, a illuminare Roma e a far diventare, quella di ieri, una serata memorabile per lui, per noi, per tutti, prima che Ciro Immobile ci mandi in estasi con l’ennesimo tris azzurro.
29 risultati utili consecutivi, 10 vittorie consecutive senza subire reti, un Paese che torna a riveder le stelle, una Nazionale che torna a regalare emozioni, un gruppo che ci addentra agli ottavi di finale.
Stiamo vivendo un sogno e, vi prego, non svegliateci.

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